Latinoamericando

Inserisci l'argomento, la parola o la frase che stai cercando


Rubriche
 

“E lucevan le stelle”

 

di Anna Baldassari

Marcello Alvarez con la sua “Tosca” ha conquistato il pubblico di un luogo definito “sacro” per la lirica: il Teatro Regio di Parma. Il tenore argentino, uno degli artisti più acclamati del mondo, ha concesso a grande richiesta il bis di “E lucevan le stelle” e lo ha concesso bevendo, come fa solitamente prima di cantare, un lungo sorso di acqua da una bottiglietta.

Un gesto spontaneo che ha sorpreso il pubblico del Regio che ha applaudito ma che ha scaturito anche qualche critica dalle quali il tenore si è difeso dichiarando che si trattava di un’azione che dava più spontaneità all’esecuzione.

Ma chi è questo cantante ormai di casa nei più famosi teatri del mondo? E che tipo di legame ha con l’Italia?
Alvarez aveva cinque anni quando ha incominciato a studiare musica in Argentina nella “Esquela de niños cantores di Cordoba” la sua città natale. Ha concluso gli studi a 17 anni con un diploma di professore di musica e direttore di coro ma quel punto decide di non cantare più. Si iscrive quindi alla facoltà di Economia con l’idea di lavorare nell’azienda di legnami del padre.
 
La scelta della facoltà si rivela disastrosa e dopo tre anni abbandona e comincia a lavorare con il padre. Nel 1979, conosce Patricia, la sua attuale moglie, il tenore ha 17 anni e lei 15. Con la musica chiude completamente, a parte qualche esibizione con gli amici facendo karaoke e imitando i cantanti alla moda senza mai pensare alla lirica.
 
E’ la moglie a dargli la giusta spinta facendogli incontrare un famoso tenore argentino, Liborio Simonella. Il responso del tenore è scoraggiante. “Il potenziale c’è ma manca la tecnica”. A quel punto Alvarez ha circa trent’anni e solitamente un cantante lirico inizia la sua carriera a venti. Fortunatamente non si scoraggia e comincia a studiare a Cordoba e, contemporaneamente, decide di vendere la fabbrica del padre.
 
Deciso a giocarsi il tutto per tutto dopo un anno di studio chiede una seconda audizione a Liborio Simonella. Il maestro rimane sorpreso dai progressi e lo accetta come studente. Dopo un anno la sua grande occasione: il Colón di Buenos Aires lo prende per “Il Barbiere di Siviglia” in sostituzione di un cantante. Ma la prova va male.
 
Marcelo riprende gli studi e nel 1994 si presenta al grande tenore italiano Giuseppe Di Stefano il quale gli dà la sua approvazione consigliandogli di vendere tutto e di venire in Europa. Nonostante il grosso rischio Alvarez accetta la sfida.
 
Partecipa al concorso Pavarotti e il Maestro lo arruola per le finali del Premio Italia. Il tenore racconta che, a Milano, dove si trasferisce con la moglie, la loro situazione iniziale è tremenda “non parlavamo italiano e avevamo pochi soldi”.
 
Attraverso un’insegnante si iscrive a un concorso di canto a Pavia e lo vince. I primi contratti arrivano per magia. Ora il tenore è richiesto nei più importanti teatri del mondo: dal Covent Garden di Londra, all’Opéra di Parigi, al Metropolitan di New York. Marcelo Alvarez è un vero esempio di costanza e di caparbietà che mescolate al suo grande talento lo hanno portato a diventare famoso nel mondo.

foto titolo: pedro valdeolmillos
foto di scena: www.marceloalvarez.com

4 giugno 2009

 



>> Indietro